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sabato 21 febbraio 2026

Auget deturpationem subiecti

 Auget deturpationem subiecti. Con questa espressione si definisce una concezione estetica piuttosto originale che nasce nel medioevo, nel basso medioevo precisamente, espressione coniata da Guglielmo d'Alvernia, vescovo di Parigi, filosofo e teologo, nonché confessore di San Luigi dei Francesi, fatto da citare per consentire di definire il contesto storico, giacché quest'ultimo peronaggio è certamente più noto di Gugliemo d'Alvernia. Questa concezione rappresenta in un certo senso una sorta di anticipazione dell'estetica del brutto, di quell'estetica cioè venuta in auge solo molto più tardi con Rosencrantz, nell'Ottocento, e già per questa sola caratteristica è degna di lode. Ma la sua lodevolezza trascende questa sola caratteristica giacché essa presenta dei lati di grande interesse che ne fanno uno dei migliori strumenti che oggi avremmo a disposizione per decifrare addirittura la nostra epoca. Infatti risulta essere molto utile proprio al giorno d'oggi, nonostatnte l'età, perché ci permette di dare un nome ad una sensazione, una sensazione estetica, che si sta diffondendo rapidamente, a macchia d'olio, un po' ovunque ma particolarmente in Europa o, per meglio dire, in Unione europea.

Quando nel XII secolo comincia a realizzarsi il radicale progetto concettuale conforme ai principi cristiani della scolastica, ci si attardava a concepire una conforme concezione estetica. Dovremo aspettare il XIII secolo per definire questo tipo di estetica scolastica, con un ordine, il Francescano, che è il primo a interessarsi della materia, cosa certamente dovuta all'influenza del fondatore, San Francesco, che aveva mostrato un atteggiameno nei confronti del mondo anche di questo tipo, cioè di tipo estetico. Il primo maestro francescano, Alessandro di Hales nella Summa attribuita a lui e ai suoi allievi, la Summa fratris Alexandri di cui abbiamo parlato in questo stesso Diario Elettronico nell' articolo intitolato Senza etica e senza estetica, figura un capitolo in cui si tratta di estetica.

Ma nello stesso periodo vi sono anche due Guglielmi a trattare di estetica, il nostro Guglielmo di Alvernia e Guglielmo di Auxerre le cui concezioni possono essere ritenute, insieme a quelle francescane, le più rappresentative del primo momento delle filosofia scolastica. Considerando tra queste quelle appunto di Guglielmo di Alvernia vediamo che alle concezioni oggettive del bello egli avanza delle riserve.