Nella nostra Costituzione della Repubblica Italiana son presenti molte nozioni e molti concetti, a cominciare dall'articolo 1, in cui compare la nozione di Repubblica e quindi la concezione che vi è associata. Proseguendo compare il concetto di solidarietà associato a quello di dovere, il che fa subito presente il fatto che oltre ai diritti nella Costituzione si esprimono dei doveri a cui ci si deve attenere e sono doveri importanti, a cui spesso non pensiamo. Sono presenti quindi nozioni e concetti che in qualche modo sappiamo attenersi alla sfera dei diritti e a quella dei doveri. Ma per quanto riguarda il concetto di sviluppo armonico esso sembra addentrarsi in percorsi un po' particolari per essere presenti in una fonte del diritto, che è anche una fonte del dovere, in qualcosa cioè che è anche molto tecnico e che attiene principalmente alla sfera giuridica.
Forse nella Costituzione è quindi presente il concetto di sviluppo armonico? No, non è presente questo concetto però ne è presente uno non del tutto dissimile, quello di 'pieno sviluppo della persona umana' giacché non è forzoso pensare che uno sviluppo per essere 'pieno' debba in qualche modo essere armonico, cioè debba rispondere a criteri di armonia, essere conforme e armonizzarsi con le leggi di uno Stato di diritto e forse in generale anche del cosmo. Ne deriva che l'accostamento dei due concetti è legittimo, autorizzato, anche dalla constatazione del fatto che la disarmonia, in quanto tale, genera intoppi, se non traumi in qualche caso, e questi intoppi, questi traumi, per propria natura rappresentano un rallentamento dello sviluppo e in alcuni casi forse anche l'interruzione dello stesso. Appare ovvio a questo punto che se una cosa si interrompe non può essere piena ma solo parziale. Possiamo quindi affermare che, se anche nella Costituzione non è presente in modo esplicito il concetto di sviluppo armonico, questo è in qualche modo richiamato dall'idea stessa della pienezza di uno sviluppo che è quello della persona umana.
Altre nozioni compaiono poi nella Costituzione, anche quella di arte e quella di scienza che sono dichiarate libere. Anche attraverso di esse l'uomo può sviluppare se stesso, e se questo sviluppo sia pieno o no solo farne esperienza può darne una risposta. Ma non c'è dubbio che per qualcuno scegliere l'una o l'altra, o anche entrambe che, del resto nessuna delle due esclude l'altra essendo in qualche modo interconnesse, è un fatto naturale, spontaneo, naturalezza e spontaneità che stanno a sottolineare l'appropriatezza della scelta del percorso. In taluni casi questa appropriatezza è tale che spinge a formulare il pensiero per cui non è la persona ad aver scelto l'arte o a scienza, ma queste ultime, in un certo senso, ad aver scelto quella persona.
Nessuno può servire la scienza in modo utile se non seguendo la direzione verso la quale è naturalmente condotto dall’indole della sua intelligenza, sosteneva Marius Schneider, etnomusicologo alsaziano, esprimendo con questo un principio sano, onesto, vorremmo dire giusto, ma sicuramente appropriato per sviluppare armonicamente la persona umana, un principio quindi volto ad ottenere ciò che la Costituzione della Repubblica Italiana vuole che i cittadini di cui essa è fonte principale del diritto conseguano, cioè a dire il già citato pieno sviluppo della persona umana.
Sviluppare pienamente la persona umana non è risultato da poco, anzi, è risultato difficile. Ed è per questo che ogni persona ha il diritto di richiederlo come obiettivo alto della Costituzione e nello stesso tempo ha il dovere di non impedirlo ai suoi concittadini.
E attraverso che cosa la Costituzione vorrebbe conseguire questo sviluppo? Si potrebbe rispondere in generale attraverso la piena attuazione di se stessa, il che non sarebbe sbagliato, ma essa entra anche più nello specifico, dichiarando esplicitamente quella che è una via privilegiata, cioè attraverso la rimozione degli ostacoli di ordine sociale ed economico poiché essi limitano di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini.
Dunque la Costituzione, affidando alla Repubblica la rimozione di questi ostacoli, intende rendere liberi i cittadini nelle proprie scelte e vuole che essi siano eguali dinanzi alla possibilità di compiere queste scelte liberamente.
Pur non trattando direttamente di sviluppo armonico, la Costituzione quindi lo richiama indirettamente nella nozione di pieno sviluppo, e sembra ritenere che per esso la Repubblica, nelle sue istituzioni e nei suoi rappresentanti, ma anche nei cittadini ordinari, debba adoperarsi rimuovendo ostacoli, particolarmente di ordine sociale ed economico.
Non rimuovere questi ostacoli è un po' come non permettere questo sviluppo ed è quindi sbagliato, ed apporne addirittura sbagliatissimo oltre che incostituzionale.