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venerdì 21 febbraio 2025

Fonti di conoscenza e critiche costruttive

 Approcciarsi ad una fonte di conoscenza, ed avere un metodo di sviluppo è importane per la crescita personale, ma non dobbiamo dimenticare il fatto che ogni informazione, ogni esperienza, deve essere illuminata dalla luce dell'intelletto personale, se non da quella porzione di luce divina che abbiamo in noi e che forse potremmo definire sapienza. Con questa luce dobbiamo esercitare il senso critico, fornire le proprie obiezioni, i propri spunti di riflessione, che non dobbiamo nascondere né a noi stessi né agli altri. Non dobbiamo nasconderle a noi stessi, poiché un minimo di sincerità con se stessi è indispensabile per una vera crescita. Non dobbiamo nasconderle agli altri poiché possono contribuire a far crescere anche gli altri, e questi, a propria volta potrebbero, di ritorno, contribuire a far crescere noi, in un circolo virtuoso di stimoli.

Se non sei dotato di spirito critico, la tua presenza qui è inutile.

Una frase dura, quasi escludente, si potrebbe dire. Ma quando Gurdjieff invitava ad esercitare lo spirito critico, a fare delle critiche, invitava  ad avere il coraggio di usare la propria ragione, invitava in fondo a fare qualcosa che l’Occidente aveva conosciuto in modo particolare nel Settecento, durante l’Illuminismo. Questo movimento culturale, l'Illuminismo, matrice del Neoclassicismo, invitava ad esercitare la propria ragione, ragione la cui luce doveva squarciare le tenebre dell'ignoranza e invitava a fare ciò anche per evitare che l'individuo albergasse in un perenne stato di minorità. Ma chiediamoci, che cos'è lo stato di minorità? È l'incapacità delle persone di servirsi della propria ragione per uscire da uno stato che potremmo definire di prigionia, soprattutto di servirsene senza l'aiuto, senza la guida di un altro, è in fondo in un certo senso, uno stato di sottomissione, più o meno inconsapevole, più o meno volontaria.

Immanuel Kant stesso descriveva l’Illuminismo come il movimento suscettibile di dare la forza per essere capaci di uscire dallo stato di minorità dovuto all’assenza di coraggio, del coraggio di usare la propria ragione. Abbi il coraggio di usare la tua propria ragione, è infatti un altro motto dell’Illuminismo. Come quindi insegna il movimento dei lumi, e come insegna anche lo stesso Gurdjieff, quando ci approcciamo ad una fonte di conoscenza, anche quando ci approcciamo a un ipotetico o sedicente 'maestro', dobbiamo usare la luce dell'intelletto per esercitare lo spirito critico, anche nei confronti di ciò che dice il maestro stesso. Questo è davvero necessario, imprescindibile, indispensabile, perché altrimenti il rischio è quello di essere plagiati, di farsi strumentalizzare, di divenire marionette nelle mani di altri, facendo impedire un effettivo guadagno, nonché rischiando di mantenerci in uno stato di minorità, anche peggiore del primo, piuttosto che farcene uscire. Sapere aude.

Quando Gurdjieff invitava allo spirito critico, faceva quello che Kant invitava a fare col suo motto: Sapere aude.

Ora, nelle varie critiche che ho mosso, coerentemente e costantemente negli anni, alla Quarta via, c'è quella inerente al fatto che da metodo di crescita interiore dell'uomo, sembra avere subito una trasformazione, sembra sia divenuta strumento politico e di manipolazione personale e poi sociale. Se la Quarta via è soltanto un metodo, per quanto complesso e profondo, e in quanto tale relativamente neutro, può darsi che sia anche incolpevole di ciò, nel senso che il cambiamento di funzione potrebbe essere dovuto ad altri fattori, può darsi che questa trasformazione sia da imputare ad altri, che altri cioè sfruttino il fascino del metodo, il nome stesso della Quarta via, come uno specchietto per attirare persone, peraltro dotate di una certa sensibilità, cultura, e di un certo gusto per il sapere, per la conoscenza, per poi però inibire lo spirito critico e farli divenire semplici strumenti acritici di un disegno ad essi sconosciuto, disegno che tra il fumoso e il mimetico appare incerto, equivoco e forse, non lo possiamo escludere, anche sovversivo.

Possiamo concludere dicendo che lo spirito critico è quindi fondamentale per intraprendere certi percorsi, perché se ne sei privo, se non sei dotato di questo spirito critico, rischi di trasformarti in un acritico robottino, sfruttabile da terzi per fini che potrebbero essere addirittura contrari ai tuoi stessi princìpi. 

Se non sai mai dire di no, se non se mai disposto a scorgere in te l'emergere di una critica, quindi a porla, ti trasformi in un acritico robottino e ti rendi fondamentalmente disponibile ad essere pilotato, plagiato, ad essere strumentalizzato, a farti 'portatore sano' di violenza psicologica, un 'portatore sano' di campi di sterminio, di campi di concentramento covid, e via discorrendo, forse anche a divenire un potenziale sovvertitore dell’ordine costituito, dei princìpi e delle regole che ci siamo dati in comune, per il convivere civile, quelle stesse che fanno capo alla Costituzione, quindi di aderire a tua insaputa a progetti addirittura sovversivi rispetto ad una Repubblica e ad una Democrazia che ha bisogno di uomini veramente liberi per poter crescere e non di persone in uno stato di minorità indotto, non di persone sottomesse ad un disegno sconosciuto di cui si fanno inconsapevoli strumenti, a causa proprio del fatto che rinunciano all'esercizio doveroso della critica costruttiva, dello spirito critico.