Propriocezione è una parola che io proporrei come potenzialmente utile ad interpretare e descrivere il cambiamento dei tempi. Non è una parola di uso comune, e questo naturalmente crea delle difficoltà ad impiegarla con la ragionevole certezza che i discorsi che la contengono e ad essa collegati risultino di facile e immediata comprensione. Ma se è vero che oggi 'propriocezione' non è di uso comune, come del resto non sono comuni quei vocaboli che afferiscono a branche specifiche della medicina, è vero anche che non è del tutto sconosciuta e comunque non è detto che un giorno non debba diventarlo, di uso comune intendo, ed è quello che io auspico, perché ritengo che la sua conoscenza possa essere molto utile a far comprendere meglio molte delle questioni più in vista di oggi, questioni che sono collegate a idee moderne, molto pervasive, ma che appaiono non sempre limpidissime, non sempre suffragate da dati scientifici inoppugnabili, idee che insomma sono controverse, suscitano dubbi, e in modo progressivamente maggiore con l'andare del tempo. Mi riferisco a questioni come quella del cambiamento climatico, del surriscaldamento del pianeta, ma anche alla questione dei positivi asintomatici a determinati agenti virali, questione anche quest'ultima molto controversa, per quanto le controversie che la riguardavano e tutt'oggi la riguardano si fondino su dati che non vengono adeguatamente messi in evidenza, né si tendeva in passato, né si tende oggi a farle emergere a dovere, e così si toglie la possibilità all'opinione pubblica di approfondire la questione, cosa di cui si sentirebbe invece un gran bisogno.
Cosa hanno in comune cambiamento climatico e questione dei positivi asintomatici?
A prima vista nulla, ma a ben guardare qualcosa che li accomuna invece c'è e come vedremo non si tratta nemmeno di cose di secondo ordine ma di questioni della massima importanza, dal momento che spero di poter mettere abbastanza bene in evidenza, in luce, come esse siano addirittura legate a questioni che oserei definire fondamentali, esattamente come fondamentale è la salute, questioni di salute sia psichica che fisica, ma anche ad altrettanto fondamentali questioni di carattere sociale, politico, e in ultimo vorrei dire di carattere democratico.
E cosa hanno a che vedere cambiamento climatico e positivi asintomatici con la propriocezione?
Anche qui cercheremo di spiegare premettendo che in questo caso il compito di dimostrare questa relazione si presenta di una certa complessità poiché non può prescindere da una generosa licenza, da una concessione, quella di estendere il significato di propriocezione, tale che così avremmo una proprocezione propriamente detta, scusate il bisticcio di parole, una propriocezione stricto sensu, se preferite, e una propriocezione estensivamente intesa.
Non è una concessione da poco.
Cos'è intanto la propriocezione?
Propriocezione, deriva da propriocettore, singolare, maschile, parola composta dal latino prôprius ‘proprio’ e dalla contrazione di recettore di cui viene preso ‘cettore’.
Essa ha a che vedere quindi con la percezione sensoriale avvicinandosi per certi versi a quella tattile anche se, come vedremo, viene considerata un po’ a se stante come una specie di sesto senso. Afferisce a vari recettori, i recettori propriocettivi, dislocati nel corpo i quali hanno il compito di permettere il riconoscimento della posizione di esso e dei suoi componenti come gli arti per esempio, nello spazio, nonché lo stato di tensione dei muscoli e dei tendini che modificano la postura del sistema muscoloscheletrico, tensioni che evidentemente hanno una relazione stretta con la postura stessa, in quanto sono prorio esse che la determinano.
Quindi la propriocezione, che è nota anche come cinestesia, è la capacità di percepire e riconoscere la posizione del proprio corpo nello spazio e lo stato di contrazione dei propri muscoli, come abbiamo detto, ma bisogna specificare un particolare importante, che questo riconoscimento avviene senza l'ausilio visivo, senza il supporto della vista. E qui vorremmo concederci il pemesso di spingerci a suggerire che la propriocezione potrebbe essere usata come argomento e come metodo per sedute yogiche, che si svolgono generalmente, anche se non sempre, ad occhi chiusi, per una migliore concentrazione interiore.
Descritta per la prima volta da Charles Scott Sherrington, anche qui avevamo anticipato di sopra il fatto che per certi versi è considerata un ‘sesto senso’, tesi per suffragare la quale si tende a sottolineare il fatto che ad essa afferisca una regione specifica del SNC, il sistema nervoso centrale, in quanto è regolata cioè da una parte specifica del cervello, porpio come gli altri sensi sono analogamente regolati da porzioni specifiche di esso. La propriocezione assume un'importanza fondamentale nel complesso meccanismo di controllo del movimento tramite i neuroni di riscontro sensoriale, per cui viene utilizzata efficacemente anche nella fisioterapia, nel recupero dei pazienti da traumi di vario genere, ed anche in allenamento.
La propriocezione è precocemente presente nell’essere umano, anche nelle sue fasi di gestazione, in gestazione avanzata, due mesi prima della nascita. Si ritiene cioè che sia presente già nel feto di sette mesi, quando comincia a distinguere gli stimoli esterni da quelli interni. Essa peraltro non è legata esclusivamente all’uomo, si può anzi ben ipotizzare che sia presente anche negli animali ma secondo il botanico Rosario Muleo essa è posseduta anche dalle piante superiori, che sarebbero dotate quindi di un senso propriocettivo.
Ora, se ai sensi ordinari quali vista, udito, olfatto, gusto, tatto, aggiungiamo la propriocezione, e a questa aggiungiamo poi la percezione dei propri visceri, dei propri organi molli, una percezione interna che non a caso viene chiamata interocezione, arriviamo anche ad un settimo senso, si potrebbe dire.
Questi sette sensi sono capaci insieme di darci una piena e immediata valutazione di noi stessi, una percezione complessiva di noi stessi.
Ma come definire l'insieme generale delle percezioni che diano unite insieme una percezione appunto generale di sé?
Non so esattamente ma non credo che esista una parola. Per questa ragione la mia proposta è quella non tanto di ricorrere ad un neologismo, ma di usare una parola già esistente, estendendone semplicemente il significato, di usare cioè proprio propriocezione e scusate l'ennesimo bisticcio di parole.
Propriocezione, per la sua etimologia, è utile a descrivere in senso estensivo la percezione generale di sé, di sé medesimi, di se stessi, di tutto ciò che ci è proprio, la percezione del proprio stato generale.
E perché abbiamo bisogno di una parola che descriva la percezione del nostro stato generale?
Perché abbiamo bisogno di un supporto che ci sia utile per arginare un fenomeno purtroppo inquietante e molto pericoloso, quello inerente alla sostituzione delle proprie sensazioni, delle proprie percezioni, anche della sensazione del proprio stato di salute, con qualcosa di diverso che è indotto e sospinto da terzi, con qualcosa di probabilmente neanche veritiero.
Siamo quindi a richiedere quella licenza poetica, linguistica, di cui parlavamo sopra.
Cosa sia la propriocezione in senso stretto lo abbiamo detto. Estensivamente intesa, la propriocezione, potrebbe quindi essere considerata l’insieme di quelle informazioni generali legate ai sensi, ma anche alla propriocezione strictu sensu e anche alla interocezione, ma anche alla percezione generale del proprio stato di salute, che ti permettono insieme di avere un quadro esauriente di te, e di renderti istintivamente e immediatamente conto se stai bene o no. Significa in altre parole fidarsi dei propri sensi, dei propri impulsi, quelli di cui la natura ci ha dotati. E se la natura ci ha dotati di quegli impulsi sensoriali, che hanno permesso al genere umano di dominare il pianeta terra e che sono il frutto di una evoluzione di milioni di anni, qualcosa di buono in questi recettori dovrà pur esserci. La fiducia nei propri sensi è anche la fiducia nelle proprie capacità cognitive e quindi in ultima analisi in se stessi. Mi fido dei miei sensi, quelli con cui osservo e interpreto il mondo, me stesso e gli altri, mi fido quindi di come essi mi descrivono il mondo e anche di come mi descrivono me stesso e gli altri, anche quando descrivono la mia postura, lo stato dei miei organi, il mio stato di salute generale.
Questi impulsi ci descrivono contemporaneamente una estesissima mole di dati carpiti dall’esterno ma anche dall’interno, i quali ci permettono di renderci conto per esempio, insieme a tutto il resto, se stiamo bene o stiamo male. Se stiamo bene ci muoviamo negli ambienti sociali a cui ci è possibile accedere normalmente, e normalmente ci comportiamo in essi, se invece stiamo male ci riguardiamo e magari chiamiamo il dottore che ci dirà come comportarci. Si dovrebbe comprendere bene quindi come essa propriocezione sia utile per NON incorrere nella dissonanza cognitiva.
Dissonanza cognitiva infatti c'è quando i tuoi sensi ti dicono una cosa e qualcuno ti dice che non ti devi fidare di loro, bensì di quello che ti dice qualcun altro, magari la televisione, o altri mezzi di informazione, o in generale la politica dominante in quel preciso momento.
Per fare degli esempi, se tu percepisci che l'estate che stai vivendo è un'estate fresca, hai il diritto di pensarla fresca, anche se taluni organi di stampa, e forse di rimando la stessa televisione, ti dicono il contrario, cioè che è la più calda e torrida mai registrata da che mondo è mondo. Abdicando alla propriocezione estensivamente intesa, come somma di tutti i sensi utili a descriverti la tua sitazione ma anche il mondo circostante in cui ti muovi e con cui ti relazioni, rischi di dare ragione a chi cerca di persuaderti, per qualche recondito scopo di una cosa non veritiera. Dobbiamo necessariamente obiettare a chi cerca di dirci una cosa che i nostri propri sensi ci dicono essere diversa. Altrimenti andiamo appunto verso quella che è l'induzione alla dissonanza cognitiva, che, potendo essere vista come una patologia, sotto certi aspetti, potrebbe configurarsi come l'induzione di una patologia appunto, quindi anche come reato.
Somiglia molto infatti molto da vicino ad una violenza, come quel tipo di molestie a cui ti sottopone chi ti costringe a dire il falso, accompagnando il tutto con miaccie, per esempio di chi ti impone di dichiarare che il bianco è nero, e viceversa.
Ecco che quindi abbiamo evocato la questione del cambiamento climatico inizialmente menzionato, nonché quella del surriscaldamento globale del pianeta che gli viene generalmente collegato. Ed ecco perché il diritto di pensare fresca un'estate fresca, nella sua semplicità tautologica, acquisisce una funzione sociale e politica, oltre ad essere un sacrosanto diritto di chi ha una pecezione spontanea di questo genere, percezione che si ha il diritto di vivere senza subire molestie, senza lasciarsi influenzare dalle notizie che circolano, notizie che potrebbero essere non veritiere, e neanche disinteressate.
Parimenti, la propriocezione estensivamente intesa, intesa cioè come la percezione globale di sé, anche del proprio stato di salute, giova ripeterlo, conferisce a una persona che sta bene e così giustamente si sente, il diritto di pensarsi sana. È di gran lunga socialmente preferibile il diritto di pensarsi sani e comportarsi di conseguenza che non il dovere, magari indotto, sospinto forzosamente, di pensarsi affetto da qualche male pur non riscontrandolo personamente, non percependo alcun sintomo ad esso ricollegabile. Solo nel caso in cui il non percepirlo dovesse essere dovuto a fattori esogeni come introduzione nel proprio organismo di sostanze che alterano la coscienza la percezione di sé e dell’ambiente circostante si dovrebbe rivalutare la posizione.
E ci siamo quindi collegati evidentemente anche alla questione dei positivi asintomatici, apparsa alla ribalta durante la 'vicenda covid' ma riproposta anche di recente per il virus Ovest Nilo, che ha destato una certa attenzione, non giustificata peraltro a detta di vari esperti.
Ora, chi vuole a tutti i costi convincerti che il virus dell'ovest Nilo, analogamente al virus sars cov2, sia nell'80% dei casi asintomatico si pone nelle condizioni di esercitare su di te e su una moltitudine di persone, tra le quali potrebbero essercene magari anche di un po' ipocondriache, una sorta di violenza psicologica simile a quella descritta in precedenza, e crea un allarme ingiustificabile che si inerpica e si protende verso il procurato allarme che è, dobbiamo ricordarlo, nientemeno che un reato. Intanto, per chi fa certe dichiarazioni, è doveroso tirare furi i dati, da quali studi? Se i dati non dovessero sussistere la configurabilità di reato di procurato allarme si farebbe particolarmente realistica.
A me sembra che questo significhi, in generale, che a qualche anno di distanza dai
clamorosissimi errori di gestione della 'vicenda covid', di diffusione di concetti sbagliati, di uso
strumentale della paura, non solo non si riescano ad ammettere gli stessi errori, ma che si è
pronti a ripeterli senza battere ciglio. Sembra che taluni ignorino completamente il nuovo corso sanitario negli Stati Uniti d'America, le dichiarazioni rilasciate in importanti commissioni come la celebre Commissione per la sicurezza interna e gli affari governativi del Senato sulla supervisione governativa della ricerca sui virus ad alto rischio, dichiarazioni tra le quali annoveriamo quelle di Robert Redfield, ex Direttore dei CDC&P, il quale ha chiaramente detto che i farmaci mRNA sono tossici, che la proteina S è tossica, tanto che lui non li ha prescritti e non li prescive ai suoi pazienti, ed altre dichiarazioni ancora, e si ignorano i cambi ai vertici delle istituzioni sanitarie statunitensi, si ignora o si fa finta di ignorare che il nuovo direttore dell'FBI, Kash Patel ha fatto i complimenti a chi ha resistito, non inoculandosi, resistito dicevamo ad una compagna mediatica per cui miliardi e miliardi di dollari sono stati spesi. Abbiamo il dovere di essere scettici rispetto a chi ripropone gli stessi stilemi usati durante la 'vicenda covid' e dichiara dubbie asintomatologie con percentuali improbabili, soprattutto se non fornisce alcun dato, alcuno studio con tanto di revisione paritaria, che suffraghi queste affermazioni e a maggior ragione se, oltre a non fornire dati, dimostra di ignorare tutti quei cambiamenti di cui abbiamo accenato sopra, mostrandosi oltretutto estremamente distratto, poco informato, quasi vivesse in una bolla separata dal mondo.
Se la propriocezione estensivamente intesa, ti dice che stai bene, in quanto non hai sintomi, hai il pieno diritto di pensarti sano, anche se c'è qualcuno di estremamente disinformato sull'ultimo corso sanitario che ti dice il contrario, e il ricorso a questo diritto, come dicevamo prima, è di gran lunga preferibile, è di gran lunga socialmente più utile che non il dovere di pensarti malato asintomatico, una contraddizione in termini, che spesso cela soltanto l'inesistenza della malattia se non addirittura quella dell'agente patogeno, batterio o virus che esso sia, e solo la circostanza dei fattori esogeni di sopra descritti e quella ulteriore per la quale esistessero metodi assolutamente incontrovertibili di diagnosi tali per cui pur non avendo sintomi si appurasse la presenza di un patogeno in dosi infettanti, potrebbe costituire l'eccezione, che non può certo divenire la regola. Ma la PCR, soprattuto ad alti cicli di amplificazione, non ha mai avuto, non ha oggi e non aveva durante la 'vicenda covid' questa caratteristica, anzi è ben noto che generasse uno sconfinato numero di falsi positivi.
Insomma, convincere una persona che i suoi sensi non gli dicono il vero non è esattamente una bella cosa, non è neanche un buon metodo, né un buon esempio da dare, e può avere anzi degli effetti devastanti, sia sul singolo sia a livello di massa, socialmente parlando. Effetti devastanti sulla psiche delle persone che ne potrebbe risultare danneggiata in quanto giustamente incapaci di armonizzare due opposte sensazioni, la prima che deriva dai propri sensi e la seconda che è indotta da terzi. Quindi insistere nel convincimento della malattia asintomatica, non si configurerebbe semplicemente, se così si può dire, come una azione semplicemente antipedagogica, bensì gli effetti negativi di questo modus operandi estenderebbero le conseguenze negative fino a divenire addirittura antisalutari, poiché ledere la psiche delle persone, anche senza intenzione, induce la dissonanza cognitiva, e indurre la dissonanza cognitiva è un fatto gravissimo che va a detrimento della salute mentale delle persone che la subiscono, quindi della salute dei singoli individui e di quella generale, a cui allude proprio quell'interesse generale di cui all'articolo 32 della Costituzione, quel famoso articolo collegato al diritto alla salute, e così spesso malinterpretato.
Armonizzare due opposte impressionipuò creare disarmonia, scompensi. È un po’ come se qualcuno ti dicesse che no, non stai in piedi, che tu sei seduto. E invece stai effettivamente in piedi, tu lo percepisci ed altri eventuali presenti te lo confermerebbero. Uso questo esempio perché riguarda chiaramente la propriocezione strictu sensu, la percezione istintiva che abbiamo della postura del nostro corpo nelle sue singole sezioni e nell’insieme, anche quando non coadiuvata da altri sensi come il tatto o la vista. Così si va verso la distorsione pura e semplice della realtà, la quale ha bisogno di essere filtrata dai propri sensi, nei quali c'è a sua volta bisogno di riversare fiducia. Abbiamo bisogno di avere fiducia nei nostri sensi.
In un certo senso la propriocezione estensivamente intesa è una forma molto complessa e anche molto completa di autovalutazione. Quello di auto valutarsi è un esercizio che implica consapevolezza. Mettere in crisi le risposte spontanee di un organismo sano per cui, la percezione della propria postura, della propria salute, i giudizi della coscienza, non devono essere ritenuti veritieri, quanto ingannevoli, crea appunto dissonanza cognitiva cioè, in una parola, patologia, che viene immessa nella società, nel mondo. In base a un certo modus operandi, potresti essere indotto a ritenerti malato anche se sei sano, potresti essere stato indotto a crederti un dispensatore di virus letali, pur stando benissimo e non manifestando alcun sintomo e questo non è che sia semplicemente grave, è GRAVISSIMO. Non è un caso se si è giunti ad affermare che durante la 'vicenda covid' l'essere umano è stato regredito da corona della creazione, ad agente patogeno. E qui vorrei sottolineare come dal punto di vista dei credenti cristiani significherebbe che Dio ha creato degli agenti patogeni quando a creato l'uomo, sarebbe cioè una pura e semplice bestemmia. Abbiamo detto e ripetiamo che se una persona sta bene, ha il pieno diritto di pensarsi sana. Questo elementare concetto deriva dal semplice buon senso. Metterlo in crisi significa quindi simultaneamente mettere in crisi il buon senso, che è una merce talmente rara di questi tempi che il dover rinunciare alle residue porzioni di esso significherebbe forse il collasso sociale, e quello della salute che vi è collegata.
Abdicando alla propriocezione chiunque potrebbe convincerci di qualsiasi cosa, che il fresco è caldo, che stai male anche se stai bene, e via discorrendo, per giungere agli esempi di molestie personali a cui abbiamo accennato precedentemente.
Riappropriamoci quindi di percezione e propriocezione. Oggi probabilmente sono questi gli strumenti con cui ripristinare stato di diritto e Democrazia nel nostro Paese, e ne abbiamo un grande bisogno.