Se Marius
Schneider, che aveva del servire la scienza una interessante visione, ha ragione, se cioè la direzione obbligata per servire adeguatamente la scienza è seguire la direzione verso la quale sei condotto dall'indole della tua natura, tutto ciò che si oppone a questa direzione è contrario alla scienza o, come minimo, ad un adeguato modo di servirla. Ma non servirla in modo adeguato è un po' come non servirla per niente, o come servire qualcosa che gli somiglia solo molto superficialmente. Proviamo ad osservare la recente vicenda covid. Se la 'vicenda covid' che è sottoposta attualmente ad una drastica revisione, particolarmente negli Stati Uniti d'America, è stata per certi versi l'apoteosi dello scientismo, e NON della scienza, se è stata cioè l'apoteosi del dogmatismo scientista, con tutti i problemi che ciò generalmente comporta ed ha comportato e che si sono tradotti sul piano pesonale e sociale, con imposizioni, coercizioni e riduzione dell'esercizio dei diritti, tutte cose che sono in fase di chiarimento, ciò è stato in gran parte dovuto al fatto che la scienza, quella vera appunto, quella che fa del dubbio uno dei suoi motori principali, non sia stata adeguatamente servita. Possiamo quindi notare che la disapplicazione della vera scienza, che il non servirla adeguatamente, ha prodotto condizioni personali e sociali difficilissime, ha prodotto ingiustizie, prevaricazioni, ha creato conflitti sociali, ha riportato in auge la legge del più forte a discapito dello Stato di diritto, il quale durante la vicenda covid ha vissuto il momento peggiore della storia della Repubblica, vedendosi sminuire drasticamente, a livelli che non avremmo mai pensato.
Ecco quindi che seguire la direzione verso la quale siamo condotti dall'indole della nostra natura, acquisice una fisionomia politica e assurge a dimensione sociale di primaria importanza che travalica la sola sfera personale. Nel seguire l'indole della nostra natura, non si tratta soltanto di scegliere un percorso a sé armonico, congeniale, opportuno, il che sarebbe già sufficiente a giustificare questa posizione, a giustificarne la scelta, si tratta proprio di una scelta superiore, che ha appunto una profonda valenza politica e sociale, che contribuisce, o contribuirebbe se opportunamento operata, all'evitamento della riproposizione degli stessi errori e degli stessi orrori.
Impedire all'uomo di essere libero, di scegliere il proprio percorso di sviluppo, è quindi un modo per favorire le condizioni fertili per la riproposizione di storture scientiste con tutti gli annessi e connessi del caso, quali restrizioni, confinamenti, coprifuoco, quelli che abbiamo potuto osservare durante la vicenda covid stessa, compresa la riduzione forzata della capacità critica, forzata dallo stigma, dal icatto, della manipolazione mediatica dell'opinone pubblica e quindi dell'alienazione a sé delle proprie componenti migliori. Condizione questa che favorisce la dissociazione interiore facendo peraltro emergere quindi condizioni patologiche, quelle stesse che i medici sono chiamati a curare, non certo ad incrementare.
Si torna quindi lì, allo spirito critico, all'esercizio di esso, come componente fondamentale del proprio sviluppo, ma anche di quello collettivo, sociale.
Per assere cittadini pienamente consapevoli, per svolgere pienamente il proprio diritto di cittadinanza, l'esercizio dello spirito critico è fondamentale. Abbiamo cercato di mettere in luce anche negli articoli precedenti come esso si associ alla coscienza e quindi all'obiezione di coscienza, e come questa a sua volta conferisca la possibilità di evitare di essere strumentalizzati, di farsi cioè portatori di istanze di cui non si conosce niente, né premesse, né conseguenze, di evitare di divenire inconsapevoli soldatini di qualcuno che non conosciamo e i cui fini ci sono ignoti.
Dobbiamo quindi sottolineare con forza che le scelte personali, come da articolo 4 della Costituzine, dobbiamo rimarcare come la rimozione degli ostacoli che le impediscono, come da articolo 3 della Costituzione, rappresentino la scelta essenziale, quella che armonizzandosi con la tua presenza integrale ti porta ad un rapporto sano con la tua coscienza, conferendoti la capacità di fare appunto obiezione di coscienza, e di contribuire quindi ad impedire che lo scientismo dogmatico, che per certi versi si nutre di automatismi psichici, di meccanicità, e teme la consapevolezza, la coscienza, si imponga nuovamente e la faccia da padrone, ripresentandosi con i medesimi devastanti meccanismi.