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lunedì 28 aprile 2025

Sviluppo della persona umana e ripudio della guerra

Abbiamo una Costituzione, la Costituzione della Repubblica Italiana, che persegue lo sviuppo della persona umana e ripudia la guerra. E la cosa non ci sembra in cotraddizione, ci sembra anzi coerente, nel senso che se vuoi un tuo proprio sviluppo e se questo deve essere auspicabilmente armonico, non c'è cosa migliore che adoperarsi in questo stesso sviluppo in un clima di pace, che è il solo che possa consentire il massimo ventaglio di possibili scelte per raggiungere proprio quello sviluppo. Non neghiamo che periodi di crisi anche profonda, non producano anchìessi, sospingendolo addirittura dalla necessità, ad uno sviluppo di un qualche tipo, funzionale a dare la risposta appropriata allo specifico momento, energizzato anche dall'urgenza, e quindi ad esso proporzionato. Ma si tratterebbe di uno sviluppo in qualche modo forzoso e in ogni caso la situazione di crisi, peggio ancora se questa crisi è associata alla guerra, determinerebbe una drastica riduzione delle possibilità materiali, dal ventaglio di scelte possibili da intraprendere per quello sviluppo stesso. È evidentemente preferibile di gran lunga avere a disposizione un maggior ventaglio di scelte possibili che averne uno ridotto. Ciò comporta la possibilità di scegliere la soluzione migliore per il proprio tipo di personalità, intraprendere percorsi di scienza e conscenza funzionali allo sviluppo desiderato. Abbiamo sovente citato in questo Diario Elettronico un personaggio, un celebre etnomusicologo, Marius Schneider, che aveva del servire la scienza una interessante posizione. Egli diceva infatti che se vuoi servire adeguatamente la scienza, sia in senso stretto sia nella sua più ampia accezione di conoscenza, devi seguire la direzione verso la quale sei condotto dall'indole della tua natura. Appare subito chiaro che in un clima di guerra si renderebbero molto difficili determinati tipi di scelta e se anche l'indole della tua natura ti dovesse portare a farne alcune, le circostanze concrete, fortemente influenzate dagli eventi bellici, con tutte le conseguenze anche semplicemente sul piano economico che esse comportrebbero, potrebbero portarti altrove e ben lontano probabilmente da quei percorsi. Senza dubbio quindi il clima di pace è quello che favorsce al massimo grado le condizioni utili a far sì che le scelte materialmente praticabili siano le più ampie e le più vicine possibili alla tua indole. Inoltre è bene sempre sottolineare il fatto che essendo vicine alla tua indole sono perciò stesso potenzialmente armoniche, in quanto appropriate alle tue esigenze specifiche, ad esse rispondenti. Servire adeguatamente la scienza è peraltro una espressione che oggigiorno non può non richiamare subito alla mente, per contrasto, per opposizione, la cosiddetta vicenda covid. In questa vicenda infatti abbiamo notato come lo scientismo, col suo carico dogmatico, si sia sostituito alla scienza, quella vera, quella che è animata dal dubbio, dalle domande che vanno a minare le presunte conoscenze raggiunte, proprio per saggiarne la consistenza. Ed appare quindi giusto fare notare come uno degli strumenti attraverso i quali evitare la trasformazione da scienza a scientismo sia quello di servire adeguatamente la prima. Ogni qualvolta qualcuno compie liberamente una scelta personale tesa a servire la scienza, anche quella appunto di seguire i percorsi verso i quali siamo naturalmente condotti dalla nostra indole, significa evitare proprio che la sostituzione di cui stiamo parlando si compia, signifca cioè evitare che lo scientismo dogmatico si sostituisca alla vera scienza. E non è certo poca cosa. Stiamo d'altronde assistendo ad un cambio della narrazione, da un lato perché le numerose critiche che già si stavano manifestando durante la stessa vicenda stanno finalmente emergendo, dall'altro perché nuove critiche e nuove letture stanno venendo favorite dal nuovo corso politico negli Stati Uniti dove molti nuovi qualificati esponenti stanno sostituendo i vecchi in settori chiave anche sanitari e non solo. Tornando all'argomento principale, non possiamo non pensare che un individuo sviluppato non possa che ripudiare la guerra. Meglio quindi se già all'esordio del suo percorso di sviluppo sussiste un clima di pace che, in ogni caso, a sviluppo raggiunto si può arguire che quello stesso individuo, nell'ambito delle decisioni prese da una coscienza pienamente sviluppata, non potrebbe se non favorire un clima di pace e giustizia e quindi eventualmente contribuire a riportare la pace la dove essa è stata purtroppo assente.