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sabato 26 ottobre 2024

Portafoglio digitale e TECNOFEUDALESIMO

 Consideriamo innanzitutto che la Costituzione vuole i cittadini liberi e non schiavi, creare schiavi è contrario ai princìpi costituzionali, così, parimenti creare schiavi del digitale è contrario a quegli stessi princìpi. E se creare sudditi o, peggio, schiavi del digitale è incostituzionale, nessuno strumento digitale che vada nella direzione di ledere la libertà dei cittadini dovrebbe essere implementato. Ora si fa un gran parlare del Portafoglio digitale, se ne parla come di una grande conquista, e se ne nascondono i lati dubbi, equivoci, critici, che ci sono. Infatti i documenti come le carte d'identità, le patenti di guida, la tessera sanitaria, sono documenti che hanno la caratteristica di essere personali, e questa caratteristica è ben mantenuta finché essi sono materiali, ma nel momento in cui si dematerializzano, nel momento in cui cioè si digitalizzano, nel momento in cui diventano numeri, codice, perdono questa  caratteristica e diventano in un certo senso impersonali o, meglio, depersonali, depersonalizzati, pur mantenendo dati sensibili del tutto personali. Siamo di fronte ad una grande stranezza, a un paradosso. Potremmo dire, per farci comprendere meglio, che una volta digitalizzati questi documenti finiscono nelle tasche di terzi, i quali possono concedertene l'uso così come negartelo. Ecco che un documento personale con dati sensibili personali, utili a salvaguardarti, diventa uno strumento potenzialmente utile a ricattarti perdendo la possibilità di salvaguardarti. Hai fatto quel che ti avevo chiesto? Se sì, bene, ecco il tuo documento o, meglio, ecco uno dei miei numerosi documenti, quello tra i miei numerosi documenti che contiene i tuoi dati, te ne concedo l'uso perché sei stato bravo. Se invece non hai fatto quel che ti avevo detto ecco, non bene, non so se te ne concederò l'uso.

È molto importante comprendere questa coincidenza tra digitalizzazione e depersonalizzazione dei documenti personali, identitari, che implica l'ingresso di terzi nella gestione di qualcosa che era sempre stato di uso personale. Con questo processo di digitalizzazione i documenti possono essere gestiti e disabilitati da remoto. Non vorremmo neanche farci mancare l'occasione di far notare come la depersonalizzazione sia una delle conseguenze di certi tipi di tortura, di un atteggiamento persecutorio cioè che produce intenzionalmente disturbi psichici, forse non è un caso. In effetti il disturbo della depersonalizzazione consiste in persistenti sensazioni di essere distaccati o dissociati dal proprio corpo o dai propri processi mentali, di solito si accompagna alla sensazione di essere un osservatore esterno della propria esistenza, un po' come sarebbe costretto a fare chi vedendosi costretto a non poter utilizzare un certo tipo di documento personale, che è stato debitamente depersonalizzato, si trovasse di fronte ad uno sportello, magari per prelevare soldi in contanti, operazione che era abituato a gestire autonomamente in totale sicurezza, e che adesso invece necessita di un consenso, quello di un arbitrario tutore, consenso forse negato per un qualche tipo di presunta inadempienza. Potremmo anche notare a questo punto, quanto tutto ciò sia lontano dall'applicazione del concetto di sussidiarietà, quello con cui, per esempio, molti stati sono stati attirati nell'Unione europea. Non c'è niente di più lontano da questo concetto, qui siamo al massimo della centralizzazione, della concentrazione del potere che si arroga il diritto di gestire i tuoi documenti, mentre l'applicazione del concetto di sussidiarietà dovrebbe sortire l'effetto esattamente contrario, quello di periferizzare il potere al massimo grado, ad un grado suscettibile di raggiungere i singoli cittadini, cioè il massimo della periferia, sulla base di un rapporto di fiducia, in base e in ossequio al quale ti viene lasciata ogni possibilità di uso dei tuoi documenti senza interferenza alcuna. In un contesto nel quale sussiste la sussidiarietà, il potere politico non fa la posto tuo ciò che tu puoi fare autonomamente. Se invece il potere si arroga appunto il diritto di interferire nelle tue operazione la sussidiarietà è sostanzialmente abolita, bandita, il che significa che viene bandito uno dei principi cardine sul quale si impostava per esempio il trattato di Maastricht, trattato fondativo dell'Unione europea. Sono passati trentadue anni, e sono stati sufficienti a svoltare di centottanta gradi e andare nella direzione diametralmente opposta, questo per seguire il falso mito di progresso della transizione digitale. Se il digitale chiude strade, impone percorsi obbligati e controlla ogni tuo movimento, non solo bandisce la sussidiarietà, ma si dirige oltretutto verso modelli dispotici, di ipercontrollo dei cittadini, di ricattabilità degli stessi, che preludono al TECNOFEUDALESIMO.